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I Segreti dei Professionisti della Musica - 07 | LELE ROVERI

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Il nuovo mercato musicale ruota intorno al live

Possiamo ormai dirlo senza timore di essere smentiti, senza scaramanzia: la gente, finalmente, è tornata a riempire i live club italiani. La discografia per come siamo abituati a pensarla è ormai un ricordo, con il risultato che tutto il mercato si basa ormai sul live, e allora ecco fioccare sold out, doppi sold out e file ai botteghini.

Il ruolo del direttore artistico diventa quindi fondamentale nel meccanismo del mercato musicale.
Ne abbiamo parlato con Lele Roveri, che venticinque anni fa esatti ha fondato a Bologna uno dei live club di riferimento in Italia: l'Estragon. Se volete vedere un concerto di livello nell'area di Bologna ci sono grosse possibilità che il vostro navigatore punti su Via Stalingrado 83, Estragon.

"A 18/19 anni ho iniziato lavorando ad eventi come servizio d'ordine, facchinaggio, roba così. Avevo la passione per la musica e mi cercavo qualche lavoretto in quell'ambito lì. Poi si è creata la possibilità, con un circolo universitario con il quale si faceva attività di piccoli concerti, di creare il Circolo Arci Estragon, era il '92. Abbiamo iniziato con piccoli gruppi locali, l'attività poi è cresciuta e dopo 4/5 anni abbiamo fondato una cooperativa per costruire una struttura che potesse diventare professionalmente importante ed essere il nostro lavoro, quindi da Circolo Arci l'Estragon è diventato un live club a tutti gli effetti, siamo passati ad una struttura da settecento posti, per poi arrivare nel 2006 nel locale dove siamo ora che sono duemila mila posti."

È cambiata la scena musicale dal '92, radicalmente, la bilancia si è spostata molto sul live, che oggi è la prima fonte di guadagno.
"La scena della musica dal vivo è cambiata in maniera sostanziale, c'è una quantità di prodotti in uscita molto maggiore rispetto a 10-15 anni fa e questo è positivo e negativo allo stesso tempo, nel senso che c'è molta più offerta e bisogna essere molto più attenti, allo stesso tempo è una risorsa infinita, quindi il lavoro è anche paradossalmente più facile.

Va da sé che tutto è dipeso da come è cambiato il mondo della musica in Italia, una volta crollata l'industria musicale per come la intendevamo prima, le discografiche stesse sono state portate a investire di più sul live perché ha dei margini di guadagni più ampi rispetto al disco, quindi hai un alto numero di band che non avremmo mai definito "commerciali", ma che stanno invadendo le radio commerciali, con conseguente vantaggio per il live perché tutto quello che prima veniva racchiuso nella "nicchia" della fascia indie o alternativa che dir si voglia, oggi viaggia su canali commerciali e diventa quasi mainstream, questo chiaramente sta facilitando un po' il nostro lavoro.

Il rovescio della medaglia è che la discografia che prima incassava dai dischi ora deve incassare dal live e quindi capita che chi fa questo mestiere non può più fare determinate band perché i loro live vengono prodotti direttamente dalla discografica o dall'agenzia di riferimento della discografica stessa. L'Estragon ha la fortuna di essere l'unico locale della zona con un capienza tale da fare determinati artisti, diventiamo praticamente un passaggio obbligato."

E allora il ruolo del direttore artistico diventa ancor più fondamentale, un lavoro difficile ma affascinante.
"L'aspetto migliore di questo mestiere è certamente che se hai una grande passione per musica la scena è talmente vasta e in continua evoluzione che riesci a trovare sempre cose nuove che ti appassionino. Resta però un mestiere molto difficile, quello che regola il rapporto tra artista e promoter, ovvero il contratto, è quasi sempre sbilanciato a favore dell'artista e mai del locale e capita molto spesso che gli artisti non si rendano conto che il mondo è cambiato e che spesso le cifre che chiedono non sono proporzionate a quello che dice il botteghino.
A chi vuole fare questo lavoro io consiglio di partire facendo piccoli passi, non fare il passo più lungo della gamba, perché è un lavoro difficile, con rischi economici alti, quindi è sempre meglio partire con piccole esperienze, ché più grande è il salto più si rischia di farsi male."

Un mondo, quello del live, destinato a crescere ancora, con i live club sempre più centro del mercato musicale ed il direttore artistico sempre più figura cardine.

 

Il segreto di Lele Roveri?
"Sviluppare, nel lavoro, le proprie passioni."

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