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LE STORIE

Le agenzie di booking e le richieste più assurde degli artisti

Abbiamo chiesto alle principali agenzie di booking italiane quali sono le richieste più assurde che hanno ricevuto dagli artisti prima o dopo un concerto. Oggi ci risponde Enrico Amendolia di Locusta.


Innanzitutto ci tengo a dire che per fortuna le band con cui abbiamo (e abbiamo avuto) a che fare non hanno fatto richieste particolarmente strane. Però, avendo lavorato con decine e decine di gruppi in questi 20 anni, e avendo anche collaborato all’organizzazione di vari festival e concerti, in effetti qualche richiesta “interessante” mi è passata sotto gli occhi. Ovviamente non citerò le band.

La prima stramberia che mi viene in mente è la richiesta di un paio di calzini verdi o marroni. Nel gruppo in questione milita un personaggio diciamo “particolare”, per cui non avevo dato tanto peso a quella richiesta. Salvo poi scoprire (diversi mesi dopo) che in realtà si riferiva a cose verdi e marroni che solitamente si fumano….. praticamente il noto “trattamento Ludovico” in versione fricchettona.
Aggiungo comunque che ci è capitato anche un rider dove si richiedevano un paio di calzini puliti… e mi sa che questa volta intendevano proprio dei calzini.

Poi c’è tutto il settore delle intolleranze ed allergie varie. C’è chi non può mangiare aglio o cipolla, funghi, uova, eccetera. Ultimamente in un rider ho letto anche "uno di noi non mangia il crudo (prosciutto)”. Inoltre c’è chi chiede esplicitamente che non si fumi nel locale e neanche nel backstage e robe del genere.
Un’altra bella richiesta è stata quella di un biglietto Gratta e Vinci (non ho mai capito se l’eventuale vincita sarebbe stata divisa con il promoter).

Poi un cantautore straniero una volta ha insistito affinché il concerto fosse aperto a tutti, senza restrizioni in base all’età, orientamento sessuale, razza, classe sociale, nazionalità o disabilità fisiche, come se non fosse scontato. Per andare sul tecnico c’è stato anche chi, in quanto affetto da epilessia, chiedeva non si usassero assolutamente luci stroboscopiche.

Ma il mio rider preferito, che guarda caso coincide con una delle mie band preferite in assoluto, è quello degli Shellac (per loro faccio un’eccezione e li nomino). Tre musicisti sul palco ed un solo monitor richiesto, per il batterista, nonostante gli altri due cantino. Ma a parte questo, la cosa più esilarante riguardava le luci. La loro disposizione era descritta in 8 punti: il primo diceva “SOLO LUCI BIANCHE”. Dal punto 2 al punto 6 si ribadisce in modo volutamente superfluo, di non usare fumo, movimenti luci, strobo e via dicendo, e si nominano quasi tutte le possibili cose che in genere si fanno con le luci.
Dopodiché c’erano gli ultimi due punti, che cito testualmente:
7. Per favore accendi le luci bianche alla massima potenza all’inizio del concerto e non toccare più niente, prenditi un drink e rilassati.
8. Grazie

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