Parlare oggi di live è abbastanza complicato, la pandemia del 2020 sarà ricordata come un colpo durissimo al mercato musicale, che sulle esibizioni dal vivo poggiava gran parte del suo business.
Nonostante questo possiamo però analizzare aspetti e dinamiche di natura generale, valide ieri come oggi, per farci trovare pronti quando la lenta ripresa di questi mesi si sarà completata e il tutto ritroverà i contorni che merita.
COME GLI EMERGENTI AFFRONTANO I LIVE
Perché la maggior parte dei musicisti punta in maniera così determinata a esibirsi dal vivo? Prima di tutto, probabilmente, perché è nella natura di un artista volersi esprimere di fronte a un pubblico attento. È l’occasione migliore per dare libero sfogo alla propria passione, entrare in contatto con nuovi potenziali fan e magari guadagnare anche qualcosa.
Ma come affrontano generalmente questa legittima esigenza i musicisti emergenti in Italia? I più cercano di ottenere ingaggi contattando piccoli club e pub disponibili a ospitare esibizioni dal vivo di nuovi artisti. Nella quasi totalità dei casi, una volta concordata la data del concerto, il musicista sa di avere a disposizione un locale male attrezzato dal punto di vista tecnico, spesso disinteressato a promuovere gli artisti e le loro esibizioni e disposto a pagare molto poco.
L’eroico artista si ritrova a doversi occupare di tutte le attività di gestione e promozione della serata. Difficilmente riuscirà a suonare in modo dignitoso e a presentare al meglio il suo nuovo e fragile progetto. L’incasso generato dalla sua esibizione sarà quasi totalmente a favore del proprietario del locale. Dopotutto, la gente va al pub per bere birra e divertirsi. La musica è quasi sempre gratuita e non è quasi mai l’esperienza principale.
SUONARE SEMPRE E OVUNQUE?
Sento spesso colleghi, esperti del settore e formatori professionali consigliare insistentemente agli artisti emergenti di suonare ovunque e il più possibile.
Io ho fatto il musicista per circa quindici anni e credo di essermi esibito, probabilmente, in quasi cinquecento concerti e concertini, in giro per ogni piccolo o grande buco d’Italia, dai grandi festival a bar e pub tremendi. Strada facendo mi sono convinto che suonare sempre e ovunque sia una grande cazzata, una cosa che mi sento di sconsigliare caldamente a un musicista che abbia rispetto per se stesso e per la musica a cui sta lavorando e su cui sta investendo.
La verità è che non tutti i contesti sono adatti a esprimere il tuo lavoro nel modo migliore. Quando stai proponendo le tue acerbe creazioni a un pubblico nuovo, sei sensibile ed emotivamente esposto. Il feedback che otterrai condizionerà la tua autostima, il tuo entusiasmo, la tua determinazione. Questa è una partita che devi assolutamente giocare su un terreno solido e attrezzato. Se ti esibisci in un posto di merda, la tua musica sembrerà di merda. Se sei costretto a suonare su un impianto audio di cartone con microfoni giocattolo e con un pubblico distratto che si trova lì solo per bere birra e chiacchierare, ti stai esponendo soltanto a una brutta esperienza che ti penalizzerà nella percezione di chi è venuto ad ascoltarti. Associare la tua musica a un posto di scarsa qualità farà percepire scarsa anche la tua proposta.
Se senti la legittima esigenza di fare pratica dal vivo, è meglio che tu non ti esibisca in veste ufficiale con il tuo progetto, ma come ospite di una band, con un progetto parallelo o con delle cover. In questo modo potrai esercitarti tutte le volte che vorrai, fino a quando non ti sentirai pronto a proporre il tuo spettacolo e a metterlo in scena in un luogo adatto a valorizzarlo come si deve.
SUONARE DAL VIVO, ISTRUZIONI PER L’USO
Un buon modo per mettersi in pista sul fronte dei concerti è osservare e studiare i tour di artisti e band simili a te (e già un po’ più conosciuti). Individua i club in cui suonano, cerca di capire quali sono i “giri” che funzionano e che sono adatti alla tua proposta artistica. Trova in rete i contatti di questi locali e fatti una tua rubrica completa con tutte le informazioni utili. Chi sono i proprietari, chi è il direttore artistico, com’è fatto il locale, quante persone contiene, che tipo di programmazione fa. Esci e vai a vedere i concerti degli altri, stringi relazioni con artisti e operatori. Sostieni la scena musicale locale frequentando i locali di musica dal vivo e i concerti di altri artisti. Farà bene a tutti, te compreso. La musica si alimenta di relazioni interpersonali.
Succede spesso che il live set che il musicista propone sia più o meno sempre lo stesso e non offra ai potenziali spettatori una motivazione valida per vedere più di un suo concerto. Perché gli artisti non lavorano a esibizioni esclusive, a tema, o in versione unica e irripetibile? I Radiohead, ad esempio, in genere modificano brani e scaletta a ogni live, costringendo i propri fan (me compreso) a non accontentarsi di assistere a un solo concerto.
Quando si occupano della pianificazione del loro live, i musicisti non prendono quasi mai in considerazione soluzioni inusuali e creative. Perché non organizzare concerti a sorpresa o in luoghi insoliti, concerti su misura in occasione di nuove pubblicazioni? Perché non prevedere di riprendere il tuo concerto con telecamere, telefonini o GoPro e poi realizzare delle speciali release video?
Sul live bisogna riuscire ad essere creativi e sorprendenti. È uno degli ambiti che offre le maggiori opportunità di visibilità per un nuovo artista e dunque andrebbe approcciato con idee innovative e notevoli, non come una liturgia ripetitiva.
LE APERTURE
Accrescere il proprio pubblico è spesso un lavoro lungo e faticoso. Uno dei tanti modi per far conoscere la tua musica a nuovi ascoltatori in target potrebbe essere quello di aprire i concerti di artisti più affermati.
Hai tre possibilità:
- I direttori artistici dei locali
Falli innamorare di te e chiedi loro di inserirti in apertura ad altri artisti che si esibiscono nel suo club quando è possibile (non sempre lo è)
- Le agenzie di booking
A volte capita che le agenzie (soprattutto quelle grandi), per capire se un artista può fare al caso loro, lo facciano suonare in apertura ai loro artisti di punta
- I promoter
Spesso viene chiesto loro di pensare anche alle aperture
Nella maggioranza dei casi le aperture sono a cachet zero, ma la possibilità di esibirti davanti a un pubblico altrui, ma in target con la tua musica, vale sicuramente più di un qualsiasi rimborso benzina.
Alla fine di maggio 2017, ben prima di sbancare Sanremo Giovani con Il ballo delle incertezze, Ultimo aprì alcuni dei concerti di Fabrizio Moro. Me lo ricordo nitidamente alle due date al Palalottomatica a Roma: lui e la sua chitarra ipnotizzarono il pubblico in sala, facendo intuire un po’ a tutti che eravamo di fronte a un talento dal grande avvenire.
IL MONDO CHE VERRÀ
Al momento il mondo del live post covid è una grande incognita sulla quale sbilanciarsi è difficile. Certamente molto cambierà rispetto agli standard di qualche mese fa, ma una cosa che non dovrà mai cambiare è l’atteggiamento del musicista, che da sempre e per sempre deve essere permeato dalla creatività.
Continueremo il nostro viaggio nei diversi ambiti del mercato musicale nei prossimi articoli, iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato.
Questo articolo è estratto da La Musica Attuale – come costruire la tua carriera musicale nell’era del digitale, di Massimo Bonelli.