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Guida per Musicisti Contabili - 11 | GLI ACCORDI CONTRATTUALI parte 1

Guida per Musicisti Contabili - 11 | GLI ACCORDI CONTRATTUALI parte 1 - Tutorial & Guide - iBLOG

Lo so, quando di mezzo c'è la vostra arte è difficile pensare di farla "gestire" ad altri o, peggio, cederne ad altri lo sfruttamento e i guadagni. È però sintomo di professionalità comprendere come, se vogliamo fare della nostra musica un lavoro, questo debba prevedere l'intervento di professionisti e strutture esterne a noi.

L'importante è avere coscienza dei modi e comprendere quali sono gli scenari possibili, perché sottoscrivere un accordo sbagliato, soprattutto all'inizio della vostra carriera, può compromettere anni di lavoro.
L'ignoranza è vostra nemica.

>> INFORMARSI SU CHI SI HA DAVANTI
Prima di analizzare le varie tipologie di contratto capiamo come approcciarsi alla proposta e, soprattutto, a chi ce la sta facendo. Tanti o pochi che siano gli interessi economici in ballo, state certi che, se siete un minimo interessanti, qualcuno verrà prima o poi a bussare alla vostra porta con una proposta: capire chi si ha davanti in questi casi è fondamentale.

"I am the one who knocks" (ovvero "sono io quello che bussa"), è la celebre frase con la quale in Breaking Bad Walter White si rivela alla moglie Skyler per quello che è, calando la maschera. E quindi chi è che sta bussando alla vostra porta? Il gentile e accomodante Walter o il risoluto e machiavellico Heisenberg? (Questa se non avete visto la serie non la capirete, ma potrebbe essere un buon incentivo per iniziare a vederla.) È il vostro sogno, è il vostro sudore versato in sala prove e quindi capire con chi vi state mettendo in affari deve essere la vostra priorità.

È evidente che una persona, chiunque essa sia, che si approcci a voi con una proposta di contratto, non lo fa per un insano desiderio di mecenatismo, ma perché vede in voi dei margini di guadagno per sé.

È assolutamente nella normalità delle cose, è più che legittimo e ciò non fa di lui un truffatore a prescindere. Ci siamo su questo? Sicuri? Possiamo andare avanti?
Bene.

Ricordate sempre che la prima impressione può ingannare, quindi informarsi bene su chi si ha davanti, domandando a chi ci ha già lavorato o cercando di capire il percorso che hanno fatto gli artisti che costui ha curato, è molto importante. È bene anche prendersi il tempo necessario per decidere, senza però eccedere, perché ci sono treni che passano una volta sola e non perderli è cosa buona e giusta.

>> LE TIPOLOGIE DI CONTRATTO
Venendo ai fatti, ecco quali sono, per macro-aree, le principali tipologie di contratto che un potenziale artista può incontrare lungo il suo percorso professionale:
• Contratto di Licenza / Discografico
• Contratto Editoriale
• Contratto di Booking / Management

>> CONTRATTO DI LICENZA / DISCOGRAFICO
Alla luce dell'attuale situazione del mercato, i contratti discografici oggi possono essere molto variabili e sfuggire quindi ad ogni possibile schema tradizionale già noto alla discografia.
Ricordiamo poi velocemente quali sono i processi che portano dalla nascita alla pubblicazione di un disco:
• La produzione audio: scrittura dei brani da registrare, prove, arrangiamenti, registrazioni, editing, mix e mastering finale
• La produzione grafica: foto, impaginazioni, realizzazioni grafiche che accompagneranno il prodotto
• La stampa fisica del disco con pratiche Siae e rapporti con le fabbriche
• La promozione del disco attraverso la stampa classica, in radio, sul web, sui social
• La distribuzione del disco (fisica e digitale)

Il contratto discografico tradizionale (una rarità assoluta ai giorni nostri) prevede che tutte queste fasi siano completamente finanziate dalla casa discografica. Diciamoci subito che oggi non esiste un mercato tale da giustificare un investimento di questo tipo su un giovane artista a meno che non siate un artista già noto e con un bel seguito o uno dei pochi sfortunati finalisti di un talent la cui carriera durerà qualche mese o poco più.

Nella realtà dei fatti, quindi, oggi ci si rapporta generalmente con contratti di licenza e una buona parte del processo produttivo finisce inevitabilmente per essere svolto in proprio dall'artista che vuole proporsi.
L'artista è sempre più spesso il produttore fonografico di se stesso, il proprietario della registrazione, e quindi il rapporto con la casa discografica da un punto di vista contrattuale viene inquadrato come un contratto di licenza.

In questo tipo di accordo, l'artista autoprodotto (licenziante) concede l'uso del suo master audio / grafico per un determinato periodo di tempo (3/5 anni) alla casa discografica (licenziatario) in cambio della realizzazione delle fasi produttive mancanti e, chiaramente di una percentuale sui guadagni.

I contratti di licenza odierni prevedono in favore dell'artista una percentuale lorda che può essere compresa tra il 10 e il 30 per cento del prezzo incassato dalla casa discografica (PPD) sulle vendite fisiche del disco, fino a un 40 per cento sulle somme incassate per sincronizzazioni (abbinamento di musica a immagini, come per spot pubblicitari, film ecc.) e una percentuale variabile tra il 50 e il 90 per cento sulla distribuzione digitale dell'album.

Ovviamente ricordate di prevedere nel contratto qualche copia omaggio per voi ed un prezzo di acquisto copie che vi sia favorevole (in genere si va dai 3 ai 6 euro + iva per singolo cd acquistato dall'artista direttamente dalla casa discografica). Fate sempre inserire la clausola che vi permetta di vendere i cd ai vostri concerti e verificate che la rendicontazione delle vostre royalties sia prevista ed avvenga quantomeno semestralmente.

Per un'etichetta discografica lanciare un nuovo artista è oggi davvero una scommessa molto complessa e onerosa. Da qui la necessità di chiedere all'artista, oltre alla cessione temporanea del suo master audio / grafico, anche altre obbligazioni molto comuni del tipo:
• Un patto di non concorrenza che prevede che l'artista non potrà registrare nuovamente gli stessi pezzi con un altro produttore prima di cinque anni dall'uscita del disco
• Un patto di prelazione che permetta all'etichetta di poter lavorare su un secondo disco dell'artista. La prelazione prevede che alla fine del rapporto di esclusiva, prima di accettare nuove offerte, l'artista debba sottoporle all'etichetta che, se pareggia l'offerta ricevuta da terzi, ha diritto a rinnovare l'accordo con l'artista
• Opzioni editoriali: poiché il prodotto discografico vende sempre meno, la casa discografica può legittimamente chiedere di essere anche l'editore musicale delle opere contenute nel disco in modo da ammortizzare gli investimenti che dovrà sostenere.

Quanto avete appena letto rappresenta una buona base di partenza per capire meglio come funzionano oggigiorno i contratti discografici. La settimana prossima approfondiremo i contratti editoriali, di booking e management.

Ah, dimenticavo… leggere sempre tutto, leggere sempre attentamente.

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