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Guida per Musicisti Contabili - 10 | COME PROPORSI A UN'ETICHETTA

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È un po' il dilemma principe per tutti i giovani artisti, considerato da alcuni un punto d'arrivo, la certificazione del fatto che "si, io faccio il musicista di lavoro".

Eppure diciamolo subito: anche se rappresenta certamente una rassicurazione, un primo segnale del "ce la posso fare, è possibile!", firmare un contratto discografico non è la soluzione a tutti i vostri problemi da musicisti contabili.

Abbiamo già scritto in precedenti capitoli di come il mondo della musica si sia trasformato negli ultimi anni e di quanto le etichette abbiano cambiato strategie e impostazione di lavoro.
La differenza tra mercato "mainstream" e mercato "indipendente" è ormai meramente teorica e, se escludiamo le diverse proporzioni di investimento (ma neanche sempre), le metodologie di lavoro risultano molto spesso similari e, paradossalmente, le piccole etichette che lavorano su pochi artisti molto spesso riescono a fare un lavoro complessivamente migliore delle grosse major che macinano decine di dischi all'anno.

>> HO BISOGNO DI UNA CASA DISCOGRAFICA?
Il percorso che abbiamo fatto in questi mesi con la nostra Guida per Musicisti Contabili - provando a darvi le basi necessarie a comprendere meglio il mondo che vi circonda - vi ha condotti davanti ad una scelta: vado per conto mio o cerco un'etichetta che mi dia una mano a diffondere il mio progetto?

Di base abbiamo visto e compreso che, a livello teorico, potremmo non aver bisogno di un'etichetta. Vanno però considerati due aspetti:
• Per quanto possiamo conoscere le metodologie operative da applicare, muoversi agevolmente nel mercato della musica richiede anni di lavoro, esperienza e conoscenze (ricordate quando vi dicevo che la musica funziona e si alimenta con le relazioni interpersonali?)
• È vero che possiamo essere manager di noi stessi e che in una band tutti possono ricoprire ruoli chiave, ma è vero anche che ciò prevede del tempo che dovreste sottrarre fatalmente alla vostra musica e al vostro lavoro (perché, a meno che non siate ricchi di famiglia, prima di cominciare a guadagnare con la vostra musica in qualche modo dovete campare, no?)

Quindi bello il Do It Yourself, bella la libertà, bello tutto, ma a conti fatti (e premesso che siate già arrivati ad un buon livello di preparazione e consapevolezza) riuscire ad avere una struttura che vi segua e vi supporti è il modo più pratico ed efficace per gestire il vostro bel lavoro di musicista contabile.

Possiamo però dire con sufficiente certezza che è assolutamente cosa buona e giusta far partire il proprio progetto in modalità "Do It Yourself", arrivare quindi con le proprie forze ad un buon livello di notorietà e considerazione e poi mettersi alla ricerca di chi possa supportarvi.
Insomma, da 0 a 1 è oggi necessario arrivarci da soli; nel percorso da 1 a 100 può invece essere fondamentale trovare un partner intelligente e quotato.

>> ESSERE SINCERI
Ora, la domanda fondamentale è sempre la stessa: sono pronto?
Lo ripeterò fino alla nausea: abbiate coscienza del vostro lavoro. Non siate ottusi: credere nella propria musica è fondamentale, ma l'autocritica lo è altrettanto.

Non ci stiamo proponendo per un lavoro, non c'è bisogno di gonfiare il curriculum e sparare cifre improbabili; cominciare un rapporto di questo tipo sulla base di informazioni inesatte o gonfiate non farà del bene né all'etichetta né a voi. Siate quindi sinceri, prima di tutto con voi stessi.

>> COLLOCARSI
Come abbiamo già detto, oggi più che mai, è fondamentale comprendere e definire il proprio pubblico di riferimento. Lo stesso vale per l'etichetta.
Contattare a tappeto tutte le etichette che conoscete o che avete trovato su internet non è mai una buona idea, analizzatele invece, andate a vedere chi sono gli artisti del loro roster e qual è il percorso che stanno facendo insieme e i risultati raggiunti. A quel punto potete capire quale etichetta fa per voi e quali potrebbero essere interessate ad accogliervi.

>> TROVARE UN CANALE PRIVILEGIATO
Contattare un'etichetta è semplice, farsi ascoltare meno semplice, catturare l'attenzione assolutamente complicato. Le regole base di ingaggio sono sempre quelle che abbiamo definito per tutti gli operatori: NO allegati pesanti, NO inutili bio chilometriche, NO link a caso. Rendere facile il lavoro degli altri è l'imperativo per avere più possibilità: avete realizzato il presskit digitale come vi abbiamo suggerito? Usatelo!
Sarò antico ma io credo sempre di più nel rapporto diretto e personale, una mail senza una faccia dietro è molto meno efficace di una stretta di mano e una chiacchierata sul tempo e le mezze stagioni.
Con questo non vi sto consigliando di stalkerare le persone che vi interessano, ma di capire come e dove un determinato tipo di persone si muove e di tentare un "approccio leggero" che identifichi voi come persone, prima della vostra musica.

Stringere legami con gli operatori vi offrirà un vantaggio nel momento in cui manderete la mail con il vostro materiale (chiedere l'amicizia su facebook e linkare con un messaggio privato la vostra pagina un minuto dopo è molto utile… per farvi ignorare per sempre).

>> È L'ETICHETTA A TROVARE L'ARTISTA
Bisogna considerare un altro aspetto molto importante: il grosso dei rapporti con un'etichetta nasce da uno scouting da parte della stessa o su un suggerimento ricevuto da personaggi a questa vicini.
Quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, è l'etichetta stessa a contattare un artista per proporgli una collaborazione. Questo perché una buona etichetta ha una strategia e una visione ben definite e conosce bene l'ambiente in cui trovare i progetti che si integrano bene con il suo percorso.

Se siete bravi ad inserirvi in quell'ambiente specifico e farvi riconoscere per le vostre capacità e per il vostro talento, sarà l'etichetta a venire da voi.
Trovare un'etichetta non è vitale ma è importante per fare il salto professionale. Certo è che non bisogna fermarsi nel momento in cui non si trova un accordo con un'etichetta, anzi iniziare con un EP autoprodotto potrebbe essere una sorta di garanzia di qualità per strutture potenzialmente interessate. Date tutto in quel primo prodotto, sfruttate tutti i consigli che vi abbiamo dato per produrlo, promuoverlo e per suonare nella vostra città e fuori; un progetto ben avviato e sviluppato nel modo giusto è di certo un'attrattiva.

Ok, tutto chiaro, ma nel momento in cui stabilisco un contatto e l'etichetta è interessata a me?
Con calma, ci arriviamo.

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