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Guida per Musicisti Contabili - 08 | C'ERANO UNA VOLTA I PROVINI

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Pre-produzione e prima uscita

C'erano una volta i provini. Io ancora me li ricordo incisi su musicassetta pluri-utilizzata, con un magnetofono tipo Jack Black e Kyle Gass in Tenacious D (se non lo avete visto bisogna che corriate ai ripari), mossi dal desiderio di creare il capolavoro, la più bella canzone mai scritta.
Ora, al netto del Plettro del Destino, quella del provino è una pratica sempre meno utilizzata dal giovane musicista di belle speranze. Perché? Per diverse ragioni, in effetti.

Intanto viviamo in una società che corre troppo veloce per fare le cose con calma e con i giusti passi. Il mondo corre, il mercato anche, ci possiamo fare poco.
C'è da dire poi che ormai registrare dei pezzi in maniera apparentemente semi-professionale è abbastanza facile ed economico e, con una preparazione di base, un prodotto "decente" lo riusciamo a fare un po' tutti con i mattoncini di Pro Tools.

Questo è un aspetto molto importante: il digitale è la vera grande rivoluzione del mercato discografico, una rivoluzione che tendiamo a considerare generalmente solo in termini di fruizione, ma che ha sconvolto completamente l'approccio alla produzione e questo, sull'onda del tutti possono fare tutto, non è propriamente una buona notizia.

Ragazzi, no! Un Mac non è uno studio di registrazione. No, neanche se ci mettete una scheda audio esterna da diverse centinaia di euro, e neanche se la vostra è la tastiere midi migliore dell'emisfero boreale. In compenso con il vostro bel Mac, la vostra scheda audio e la vostra tastiera midi potete realizzare dei fantastici e serissimi PROVINI!

Per i nativi digitali, dicesi "provino" una traccia audio che dia l'idea del brano scritto, un'idea che faccia immaginare il più possibile quale risultato si potrebbe / vorrebbe ottenere da quel brano. I provini possono essere anche solo chitarra e voce (o piano e voce) o più elaborati con l'inserimento di altri strumenti e della ritmica, così potrete giustificare a voi stessi quei tremila euro che avete lasciato all'Apple Store.

A che servono i provini? Sostanzialmente a far sentire i vostri brani a un produttore, a un'etichetta (non è la stessa cosa, poi ne parleremo) o semplicemente a qualcuno a cui vogliate far sapere il tipo di musica che suonate e quanto siete talentuosi ed ispirati.

C'è da dire anche un'altra cosa però, ad onor del vero: negli ultimi anni è cambiato anche il modo in cui le etichette lavorano su un progetto. Anche questa è una cosa che approfondiremo in altro capitolo, però possiamo intanto dire che, sebbene la situazione auspicabile sia (a grandi linee) che l'etichetta dopo l'ascolto dei provini faccia una proposta all'artista che prevede produzione, stampa e distribuzione del lavoro, nella realtà le etichette moderne tendono a preferire una base più completa su cui lavorare. Quindi prendono un disco già prodotto dall'artista, ottimizzano mix, mastering e impianto grafico (quando sono etichette virtuose e professionali), ci piazzano il logo sopra, lo stampano (spesso con accordi che prevedono una parte di edizioni a loro favore) e lo distribuiscono.

Ma quanto appena detto non significa che voi dobbiate prima realizzare un album completo di 12 brani (registrato, mixato, masterizzato e a volte anche stampato) e poi andare a cercarvi un'etichetta.
Conviene fare un passo alla volta abbandonando, almeno per il momento, il mito (ormai desueto) dell'album completo da realizzare il prima possibile per "uscire" (?? uscire dove poi non si è capito).
E dunque, a questo punto entra in campo Sua Maestà: l'autoproduzione.

>> L'AUTOPRODUZIONE
Vi ricordate il discorso sul Do It Yourself (art. 4 comma 1 della nostra Guida per Musicisti Contabili)?
Oramai prodursi da soli un disco è prassi usuale, moltissimi studi di registrazioni sono messi su da tecnici che ricoprono anche il ruolo di produttori artistici, un bel pacchetto completo a prezzi molto variabili.

Ok, ma cosa andiamo a registrare?
Molti si fanno prendere la mano, ma la scelta di come diffondere le proprie creazioni, soprattutto all'inizio, non va presa alla leggera. Anche se sei un vulcano di idee e hai scritto un'opera rock per orchestra e hai già pronto l'adattamento teatrale, stampare un cofanetto di quattro dischi con DVD come primo lavoro autoprodotto non è proprio quella che si può definire un'ottima operazione di marketing.
Ogni cosa a suo tempo, la prima uscita deve essere uno strumento per farsi conoscere, dare modo al pubblico di apprezzarvi e agli operatori di capirvi.

In questo senso una soluzione congeniale come prima uscita è l'EP (extended play).
Non è un singolo, non è un album, è quella via di mezzo che lo rende un prodotto fruibile in maniera rapida ma efficace. Bisogna tenere a mente che un operatore che ascolta un EP (un qualsiasi lavoro, in generale) spesso non ha molto tempo da dedicarci e difficilmente lo ascolterà tutto, quindi mettete da parte la struttura ideale per voi e concentratevi sulla struttura funzionale al raggiungimento dell'obiettivo.

Nota importante: la prima traccia deve essere quella più efficace, quella su cui puntate, deve conquistare e subito, essere il più diretta possibile e incuriosire chi ascolta. Se la prima traccia è debole, probabilmente, avete già perso un'occasione.

>> METODI ALTERNATIVI: IL VIDEOCLIP
Il disco (provino, EP o album che sia) non è l'unica possibilità per una prima uscita, in questa fase storica è il videoclip l'arma in più. Il videoclip è diretto, fruibile velocemente e intrattiene visivamente l'ascoltatore mentre cerca di capire se il brano è efficace o meno, inoltre amplifica (se fatto nel modo appropriato) il coinvolgimento. Una soluzione che consiglio spesso è quella di tramutare quello che sarebbe un EP fisico in una serie di video da pubblicare periodicamente durante l'anno, costa un pochino di più (o anche no se saprete essere creativi ed utilizzare un cellulare e sempre il vostro solito Mac) ma risulta spesso più efficace.

Un esempio pratico dell'efficacia di questa soluzione è WrongOnYou (aka Marco Zitelli), che tra il 2014 e il 2015 ha fatto uscire una serie di singoli in versione esclusivamente video, che grazie alla loro ottima realizzazione (da parte di un team competente e professionale, Kate Creative Studio) sono riusciti a creare quello che in un capitolo precedente chiamavo "l'immaginario dell'artista" (capitolo 5, "Il management e la comunicazione").

Risultato? Marco è stato notato da diverse etichette e mentre sto scrivendo questo capitolo si trova a Los Angeles a registrare il suo primo album ufficiale per la Carosello.
Ora, non dico che farete per forza lo stesso percorso, ma di sicuro WrongOnYou ci dimostra come il videoclip possa essere un elemento centrale per "uscire".

>> I CONTENUTI
Che scegliate di limitarvi ai provini, fare l'EP o realizzare dei videoclip dovete tenere bene a mente l'aspetto fondamentale: questi elementi sono soltanto IL MEZZO che veicola i vostri CONTENUTI.
Quindi ripetete tutti insieme a me: se non ho dei buoni contenuti me ne resto a casa e non intaso il mercato con l'ennesima cosa che non interessa a nessuno.
Listen and repeat.

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