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Guida per Musicisti Contabili - 06 | LE REGOLE DEL BOOKING

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Ora avete delle basi per organizzare il vostro lavoro e quello degli altri componenti della vostra band, sapete quindi cosa serve per comunicare in modo efficace la vostra musica. Tutto ciò è propedeutico ad uno degli aspetti fondamentali dell'attività di chiunque volesse vivere di musica in questa epoca di barbarie: il live.

È vero che oggi la comunicazione è un aspetto fondamentale, ma se avete molto da dire sui social e poco da dare sul palco, ovviamente non durerete.

>> IL PALCO È SACRO
Stampatevi in mente questo concetto: il palco è sacro e va onorato, sempre! Che si suoni in uno stadio sold out o in un pub puzzolente (ma chi vi ha fatto accettare l'ingaggio??) davanti a dieci persone, l'atteggiamento è quello che fa la differenza, e l'atteggiamento deve essere sempre quello di dare il massimo in ogni situazione, per il pubblico, ma soprattutto per voi.

>> FACCIAMO ORDINE
Ok, abbiamo capito che dobbiamo onorare sempre il palco, ma come ci arriviamo sul palco?
Facciamo prima un po' di ordine rispetto alle figure che intervengono per realizzare un concerto (un concerto vero in un club / evento vero):
Location: il luogo in cui si realizza l'evento è (tranne in alcune situazioni di piazza) un'attività commerciale. Questo implica un concetto semplicissimo ma che spesso sfugge all'artista, ovvero che, per quanto il gestore possa amare la musica e l'arte, quando a fine concerto si chiude bottega il registro di cassa deve registrare il segno più. Tu fai arte, lui fa commercio, se non guadagna chiude. Alla luce di questo ragionamento, quando si tratta una data è importante che le famose linee della domanda e dell'offerta si incontrino. Ricordatelo.
Direttore artistico: Ammesso che ci sia e che non coincida con il proprietario della location, il direttore artistico è quello che sostanzialmente traccia la linea artistica della location, che sceglie gli artisti da far suonare secondo criteri stabiliti ad inizio stagione e spesso si occupa anche di gestire la logistica e le economie destinate agli artisti. È un personaggio cardine con il quale interfacciarsi nel momento in cui ci si propone.
Promoter: questo sconosciuto. È un ruolo di mezzo tra gli artisti (e le loro agenzie di booking) e i direttori artistici, i quali spesso si affidano proprio ai promoter locali per segnalazioni. Per fare un paragone calcistico potremmo assimilarli agli agenti di mercato, figure di contatto che, grazie alla fiducia e all'autorevolezza che si sono guadagnati nei confronti dei direttori artistici, riescono a "piazzare" gli artisti. Come spesso succede per un po' tutte le figure che navigano il mare magnum della musica, a volte il ruolo di promoter e quello di direttore artistico si fondono e si sovrappongono. Consiglio: individuate ed entrate in contatto con i promoter della vostra città, sono un canale privilegiato.
Tecnici: c'è chi la musica la crea, chi la suona, chi la promuove, chi la mette su un palco, ma nulla di tutto questo sarebbe possibile senza i tecnici. Considerati spesso l'ultima ruota del carro, sono in realtà le fondamenta di tutto. Fondamentali e insostituibili, trattateli sempre bene e rispettateli. Le figure fondamentali sono:
- Il Fonico residente: deus ex machina della serata e del suono (specialmente se non girate con un vostro fonico, cosa che in realtà vi consiglio di fare appena ve lo potrete permettere o anche prima). La bravura e la disponibilità del fonico residente può fare la differenza tra un concerto inascoltabile e una piacevole serata. Imparare a rapportarsi con questa figura è fondamentale per la riuscita della vostra esibizione: siate chiari e diretti su quello che vi serve, ascoltatelo e seguite sempre le sue indicazioni perché conosce quel palco e quel service e sa come farli funzionare al meglio. Siate sempre molto gentili con lui e fategli sentire chiaramente che apprezzate la sua disponibilità e la sua pazienza. Lui può fare la differenza sull'esito della serata, nel bene e nel male. In situazioni medio-grandi troverete due fonici, quello di sala e quello di palco. In genere quello di sala è quello che dirige il gioco e gestisce il suono che esce in sala, l'altro gestisce il suono che sentite voi sul palco dai monitor e dalle spie, fa da collegamento tra voi e il fonico di sala e fa sì che tutto sul palco fili liscio. Consiglio: il soundcheck non è una formalità, rappresenta una buona metà della riuscita di un concerto.
- Tecnico delle luci (o luciaio): ok, magari non siete i Pink Floyd, ma anche su un piccolo palco un buon luciaio può fare la differenza. Immaginatevi i Kiss suonare con luci bianche sparate addosso fisse.
Consiglio: parlateci prima del concerto, fategli capire che atmosfere volete produrre…e se non c'è un luciaio, ragionate direttamente voi sull'atmosfera da creare sul vostro palco. La giusta atmosfera è tutto in uno show.
- Stage manager: spesso, soprattutto in situazioni medio-piccole, la figura dello stage manager si fonde con quella del fonico. Lui gestisce le dinamiche del palco, gli orari, il check. È il vostro punto di riferimento da quando entrate in sala a quando ne uscirete.
Agenzia di booking: una delle figure fondamentali del mercato musicale. Per semplificare possiamo dire che l'agenzia di booking fa per il live quello che l'ufficio stampa fa per la comunicazione, ovvero fa da collegamento fra l'artista e i promoter/direttori artistici.

>> L'AGENZIA DI BOOKING, ISTRUZIONI PER L'USO
Perché i promoter e i direttori artistici preferiscono affidarsi alle agenzie di booking invece che alle proposte autonome che gli arrivano ogni giorno? Per la stessa ragione per cui le testate giornalistiche preferiscono affidarsi agli uffici stampa:
1. Una (buona) agenzia di booking fa un lavoro di filtro nei confronti della gigantesca mole di proposte che quotidianamente affollano le caselle mail di migliaia di operatori.
2. Una (buona) agenzia di booking sa di quale materiale il promoter o il direttore artistico ha bisogno e riesce a farglielo pervenire in modo ordinato e organizzato.
3. Una (buona) agenzia di booking sa proporre il prezzo giusto per la situazione e sa trattare.

Ma possiamo farcelo da noi il lavoro di booking? Con un po' di fatica ma sì, basta tenere a mente alcuni aspetti e aver cura di possedere tutto il materiale che serve.

>> UN QUADRO CHIARO DELLA SITUAZIONE
Fare una mappatura dei locali italiani adatti al vostro progetto è fondamentale. In genere si parte con il seguire l'attività social di artisti simili e dello stesso livello: osservate dove vanno a suonare e quali sono i risultati che raggiungono in fatto di pubblico e riscontro, cercate di capire quali sono i "giri" che funzionano e che sono adatti a voi e fatevi un database con tutti i contatti che riuscite a trovare online. Sarà la base per la vostra ricerca.

È molto importante frequentare i giri giusti. Uscite e andate a vedere i concerti degli altri, stringete relazioni con artisti e operatori. La musica funziona con (e si alimenta di) relazioni interpersonali.
Ma soprattutto, sostenete la scena musicale locale frequentando i locali di musica dal vivo e i concerti di altri artisti, farà bene a tutti, voi compresi.

>> IL GIUSTO PREZZO
Capire qual è il vostro PREZZO GIUSTO non è facile. Se non avete ancora nulla di davvero interessante e professionale da offrire, allora probabilmente non avete ancora nulla da pretendere. Dal mio punto di vista, all'inizio suonare a rimborso spese non è da considerarsi una vergogna, ma anzi un modo per fare pratica, accumulare esperienza e perfezionarsi. Tutto dipende dalla situazione e dai vantaggi che se ne ricavano. E i vantaggi, soprattutto all'inizio, spesso non sono economici. Una volta che potrete giustificare un cachet perché la vostra proposta artistica è professionalmente valida, partite a fare i vostri conti dalle spese che sosterrete per effettuare ogni singolo concerto: spostamenti, alloggio, entourage, materiale scenico, la somma delle spese vive che un concerto comporta saranno la base del vostro cachet. Il resto, quindi sarà il vostro guadagno netto.

>> LO STAGE PLAN E LA SCHEDA TECNICA
Abbiamo visto nel precedente capitolo, per la comunicazione, come all'interno del presskit sia fondamentale avere una serie di documenti basilari; ebbene, lo stesso vale per il live. I due strumenti fondamentali che non possono mai mancare sono lo Stage Plan e la Scheda Tecnica.
In breve:
Lo Stage Plan (o stage plot): serve a far capire al fonico come siete sistemati sul palco, è sostanzialmente una mappa grafica dove viene indicata la posizione di ogni elemento e di dove avete bisogno delle spie.
La Scheda Tecnica (o rider): è l'elenco completo della strumentazione di cui avete bisogno, la lista dei canali del mixer che occupate (chiamata channel list) e di tutte le necessità tecniche più disparate, compresa la strumentazione personale in vostra dotazione, e che quindi non deve essere fornita dal locale.

Questi due documenti devono essere più chiari e completi possibile, in modo da facilitare il lavoro dei tecnici, ottimizzare le spese e i tempi e vanno quindi inviati per tempo. Portatene sempre una copia cartacea con voi ai vostri concerti.

Ricordatevi che, se non avverrà una improbabile rivoluzione copernicana nel breve-medio termine, il live sarà la vostra forma principale di introito. Quindi nulla va lasciato al caso, dentro e fuori dal palco, e proprio perché è una forma di introito è molto importante sapere come gestire le proprie finanze e capire che l'artista non è esentasse. Eh già, mi dispiace per voi, anche i musicisti pagano le tasse. Ma potete stare tranquilli ancora una settimana, ne parliamo nel prossimo capitolo.

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