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LE STORIE

Ucronie musicali: Mina giudice di X-Factor

Sembrano passati secoli dal 1972, quando Mina tenne tutti quanti sulle spine con alcune dichiarazioni riguardo a una sua uscita definitiva dalle scene.

Per fortuna, venne il 23 agosto 1978: Mina resta in pubblica piazza. Una salvezza – osannata soprattutto dai vertici della Rai – ancora documentata da giornalisti e storici contemporanei. Chissà cosa sarebbe successo nel caso contrario.

E, invece, la storia è un’altra. Siamo negli anni Duemila, Mina continua a pubblicare vari album di inediti e cavalca l’onda di un successo che non sembra mai tramontare. La sua immagine pubblica è più cristallina che mai, la concorrenza è sbaragliata. Nonostante il crollo emotivo avuto nell’edizione del 1967 per gli insuccessi (non discografici però) di Io amo tu ami e Mille bolle blu, torna a più riprese al Festival di Sanremo come super-ospite.

Mina non si ferma più e porta avanti un’evoluzione artistica molto significativa. Tant’è che decide di mettersi ancora in gioco: il 2 febbraio 2008, infatti, comunica alla stampa la sua partecipazione in veste di giudice a X-Factor Italia, un nuovo talent show che andrà in onda su Rai 2. Accanto a lei, Morgan, Simona Ventura e Mara Maionchi.

La dirigenza della Rai prevede già un successo assicurato: non solo ha trovato un modo per parlare a un target più giovane, ma spera di far restare le vecchie generazioni incollate alla propria rete, proprio grazie alla presenza della Tigre di Cremona. Ma, ben presto, molti si dovranno ricredere. Perché sì, Mina riuscirà a conquistare tutti quanti, ma la sua immagine metterà in secondo piano il programma stesso, tant’è che sui social verrà diffuso l’hashtag #XMina.

Un processo lungo e tortuoso per le alte sfere della Rai, che verso la fine della prima edizione cominceranno a storcere il naso in privato con la stessa artista, la quale – a detta di alcuni giornali – abbandonerà in collera le molteplici riunioni volte a trovare una soluzione. I malumori e le tensioni interne sfoceranno anche in prima serata, quando Mina e Maionchi litigheranno a più riprese su “divergenze artistiche”, come cercheranno di chiosare i rispettivi addetti stampa.

Ma il pubblico, ormai, è schierato: da Facebook e Twitter arriva a gran voce un coro solidale nei confronti della cantautrice lombarda, mentre la stampa - fiutando il colpo grosso - torna a mani basse sulla sua vita privata, creando ancora più malumori.

Finalmente, arriva l’ultima puntata. È il 27 maggio 2008, la Rai non è riuscita a sedare gli animi, Mina e Maionchi continuano a darsi baruffe, finché la Tigre non culminerà l’ultimo briciolo di pazienza con un’imperiosa dichiarazione live: “Lascio X-Factor e la Rai, sono stufa di un mondo che vuole a tutti i costi commercializzare l’arte in funzione dell’immagine di un’azienda che non riesce a parlare ai giovani”. Il resto, è storia già letta. Giusy Ferreri – proveniente dalla squadra di Mina - vince la prima edizione di X-Factor, anche se i giornali si concentreranno più su quanto asserito dalla cantante di Busto Arsizio.

A questo punto, la Rai ha una grossa gatta da pelare, in quanto Mina era legata all’azienda anche per altri programmi come consulente musicale. Se da una parte, dunque, gli avvocati iniziarono le varie battaglie legali, dall’altra l’emittente doveva rifondare un programma televisivo sull’orlo della crisi dopo solo la prima edizione.

Come se non bastasse, anche Mara Maionchi – bersagliata a più riprese sui social - abbandona il programma. Ancora oggi non si conoscono i reali motivi della scelta, ma sembra sia dovuta a un’abile strategia del suo ufficio stampa, che consigliò alla produttrice bolognese di dedicarsi interamente alla carriera radiofonica.

Così, il 12 gennaio 2009, in un clima tutt’altro che disteso e con ampio scetticismo, parte la seconda edizione di X-Factor. Per forza di cose, il cast viene rinnovato: accanto a Morgan e Simona Ventura, arriva solo Milva (per molti la rivale artistica storica di Mina). Il pubblico, però, non prende bene questa decisione, fintanto che la trasmissione perderà notorietà, concludendo l’ultima serata con circa 800 mila spettatori. Un fallimento epocale, con conseguente cancellazione del format, da cui Mina ne uscirà indenne.

Già, e Mina? Ufficialmente fuori dalle scene, l’artista lombarda dedicherà tutto il suo tempo a rifondarsi come produttrice grazie alla propria etichetta discografica PDU (Platten Durcharbeitung Ultraphone), fondata nel dicembre 1967 a Lugano assieme al padre.

Ormai siamo nel 2018 e sono molti i nomi attuali della discografia italiana che provengono proprio dal roster della Tigre di Cremona. Oltre a Giusy Ferreri, troviamo Marco Mengoni, Francesca Michielin, Miele, Annalisa e Ultimo. Ma la produttrice non ha guardato solo in Italia: per la prima volta, infatti, è sbarcata nel mercato statunitense, sua vecchia chimera. Una ricerca che ha prodotto frutti succosi, grazie alla scoperta di nuove artiste come Rihanna e Ariana Grande. Le cronache più recenti, infine, parlano di un futuro sodalizio tra Mina e Madonna, che potrebbe portare uno sviluppo inatteso nel mercato discografico internazionale.

Sono passati dieci anni dalla sua ultima apparizione in pubblico, ma la Stella di Cremona brilla più che mai di luce propria, macinando nuovi prospetti per il futuro della musica. E chissà, invece, come sarebbero andate le cose se, in quel lontano 23 agosto 1978, Mina Anna Maria Mazzini avesse abbandonato le scene.

 

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