iBLOG

LE STORIE

Se non avrei sbagliato a scrivere il testo di quella canzone

Se non avrei sbagliato a scrivere il testo di quella canzone - le storie - iBLOG

Sì, prima che inizino i nazicommenti social, lo diciamo subito: il titolo del pezzo vuole essere provocatorio.

Abbiamo sbagliato con consapevolezza, quindi posate l’ascia da guerra. Il nostro errore nasce da una costatazione: la lingua italiana è complessa, ci sono diverse e variopinte regole da rispettare, e molte volte capita di incappare in sbavature grossolane.

Facciamo qualche esempio illustre. Vi è mai capitato di essere al pc, accedere a Google e digitare “Ma si scrive Qual è o Qual’è”. Per chi è fan dell’Accademia della Crusca, i capelli si saranno già rizzati. Tenetevi forte, però, perché di errori così ce ne sono parecchi: tipo “Da o dà?”, che segue la scia di “Fa, fà o fa’?”. Senza dimenticarci di “Daccordo o d’accordo?”. Mettiamo poi tutti i puntini sulle i, come accade nel quesito “Scienziata o scenziata?”. Dulcis in fundo, abbiamo l’errore dei tempi moderni, che ci fa capire quanto l’analfabetismo da social network sia ormai una concreta certezza: “perché, perchè o perche’?”.

Strafalcioni da maturandi? Certo, ogni anno registriamo comiche abbastanza originali. Ma chi non ha mai fatto un orrore ortografico? Può capitare, anche se bisogna fare attenzione a non abusare della licenza poetica, tanto cara alla musica italiana.

“In che senso?”, chiederebbe Verdone. Nel senso che anche in alcune canzoni italiane ci sono sgrammaticature da 4 in pagella. C’è chi giustifica tutto ciò come un’espressione d’arte anticonformista oppure come semplice adattamento alla metrica. Sta di fatto che i pezzi restano, e gli errori pure. Così, ci siamo fatti un giro tra le parole scritte e cantate.

Lo diciamo subito: il congiuntivo è il protagonista di questa storia. Maltrattato nel quotidiano, questo povero santo viene pugnalato a più riprese in svariati testi di grande fama. Cominciamo, ad esempio, con Adriano Celentano, che in “Una carezza in un pugno” dimentica il tempo verbale esatto: “Ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre / Stai (Stia, nda) già pensando a un altro uomo”. E che dire di Mina? In “Se telefonando” abbiamo una macchia da cineteca: “Se io rivedendoti / Fossi certa che non soffri (Soffrissi, nda) / Ti rivedrei”. Proprio al ritornello, poi.

A proposito di ritornelli, vi ricordate “Ragazzo Fortunato”? In questo testo, Jovanotti mette a dura prova l’italiano in più di un’occasione: “Sono un ragazzo fortunato / Perché m’hanno regalato un sogno / Sono fortunato / Perché non c’è niente che ho (Di cui, nda) bisogno”; “Sei bella come il sole / A me mi (Mi, nda) fai impazzire”.

Questi non sono gli unici big ad aver toppato l’interrogazione. In “Un senso”, Vasco Rossi confonde il singolare con il plurale: “Voglio trovare un senso a tante cose / Anche se tante cose un senso non ce l’ha (L’hanno, nda)”. Francesco De Gregori, invece, sbaglia preposizione in “La leva calcistica del ‘68”: “Sono innamorati da 10 anni con (Di, nda) una donna”. E ancora, Nino Buoncore in “Scrivimi” mette una parola di troppo: “A me basta di (senza “di”, nda) sapere che mi pensi ogni minuto”. Di diverso avviso Mogol e Battisti, che in “Ancora tu” dimenticano qualcosa: “Ancora tu / Ma non dovevamo (non, nda) vederci più”.

Prima abbiamo parlato di Vasco, ora prendiamo Luciano Ligabue. In “Non è tempo per noi”, torna l’assassinio al congiuntivo: “Se un bel giorno passi (passassi, nda) di qua”. Ma agguantiamo anche una band, tipo i Lunapop, che in “Un giorno migliore” danno la stoccata finale: “Aspetta almeno un minuto / Non dirmi che non mi vuoi / Devo trovare un appiglio / Prima che tu te ne vai (vada, nda) da me”.

All’inizio dell’anno, un simpatico Lorenzo Baglioni entrava nella categoria delle giovani proposte di Sanremo con il brano “Il congiuntivo”. Il video - particolarmente ironico - inquadra un uomo che regala un cuore di carta a una donna, con su scritto Se io starei con te sarei felice. Da lì il rifiuto della controparte femminile, mentre il malcapitato si imbatte in un libro di grammatica, grazie al quale correggerà l’errore. Così da ritrovare l’amore e il corretto uso dell’italiano. Anche se di questi tempi sembra più semplice trovare l’amore che usare correttamente l’italiano.

 

© 2019 iCompany srl - P.IVA 13084581001. All Rights Reserved.Designed by ServiziMedia

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Continuando la navigazione sul sito, si acconsente all'utilizzo dei cookie. Per saperne di piu'

Chiudi