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Perché la sicurezza non è una chiacchiera da bar

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A seguito della vicenda di Corinaldo, tutti si sono riempiti la bocca di parole opinabili, spinti da un qualunquismo allarmante di chi la vuole sapere lunga rispetto ad altri su un tema abbastanza nevralgico: la sicurezzaMa, effettivamente, qual è il contesto legislativo nel quale viviamo?

 

COSA DICE LA LEGGE?

Attualmente esistono diverse misure di sicurezza che dovrebbero garantire ordine pubblico nei locali. Come di consueto, non si parla solo di quella interna, ma anche di sicurezza esterna: a ogni evento, vanno previsti sistemi di filtraggio della folla e bisogna regolamentare gli accessi, anche con sistemi di conteggio per capire quante persone sono realmente presenti. All’interno, invece, ogni area deve essere suddivisa in settori, con corridoi laterali e centrali di passaggio. Inoltre, devono essere predisposti piani antincendio con relative vie di fuga, opportunatamente segnalate, con piani di allontanamento ordinato.

Uno dei compiti dell’organizzatore di una serata è assumere un adeguato numero di persone adibito all’accoglienza, all’assistenza, all’evacuazione e all’instradamento del pubblico. I quali, poi, devono agevolare l’ingresso e la fuoriuscita di personale medico, presente negli appositi spazi di soccorso facilmente raggiungibili da tutto e tutti. Importante è anche l’installazione di un impianto sonoro e visivo per eventuali avvisi pubblici, utilizzabili solo da organizzatori e dalle Forze dell’Ordine.

Infine, vi è un elenco abbastanza lungo riguardo agli oggetti che non possono entrare nelle discoteche: zaini, trolley, valigie, bombolette spray, coltelli, catene, pietre, fumogeni, trombette da stadio, fuochi d’artificio, petardi, materiale esplosivo, armi, materiale infiammabile, bevande alcoliche, bottiglie di vetro, lattine, borracce metalliche, bastoni per selfie, treppiedi, ombrelli e simili, penne e puntatori laser, animali di qualsiasi tipo e taglia, overboard, biciclette, skateboard, pattini, sacchi a pelo, tende, fotocamere, videocamenre, IPad, tablet e strumenti musicali.

 

LE DIFFICOLTÀ DEL RISPETTO DELLE REGOLE

È inutile negare che, in Italia, la questione sicurezza non sia protagonista, anche a causa di tutti i furbetti che aggirano le regole. Certo è che, da sempre, si cerca di migliorare la regolamentazione in materia: ad esempio, il 31 luglio 2017, presso la Prefettura di Roma, è stato firmato il protocollo “Sicurezza nelle discoteche”, che disciplina il divieto d’accesso per quanti abbiano assunto in uno stesso locale comportamenti pericolosi, la previsione di un numero minimo di addetti ai servizi di sicurezza, l’installazione di apparati di videosorveglianza e la realizzazione di corsi di formazione volti a prevenire l’abuso o la somministrazione di alcool da parte del personale al servizio di controllo.

 

LA VENDITA DI BIGLIETTI

Vendere un numero di biglietti maggiore rispetto alla capienza totale di una struttura non è una pratica nuova, e la strage di Corinaldo è un fulgido esempio. Se inizialmente il gestore della Lanterna Azzurra aveva dichiarato che tutto era stato fatto secondo le regole, la Procura di Ancona ha smentito il fatto: durante un sopralluogo, il procuratore capo Monica Garulli (che lavora al caso assieme al procuratore per i minori Giovanna Lebboroni, condotti dal procuratore generale Sergio Sottani) ha dichiarato che sono stati venduti 1.400 biglietti, a fronte di una sala che poteva contenere solo 469 persone, come riporta Repubblica.it.

A tal proposito, il portavoce del coordinamento della Rete dei Festival, Giordano Sangiorgi, ha sottolineato l’esigenza del “biglietto nominale a tutti i concerti ed eventi live”. E, sempre su Repubblica.it, un padre ha ammesso che "uno dei miei figli aveva il biglietto numero 1.350, acquistato in prevendita".

 

L'ORGANIZZAZIONE DELLA SERATA

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda l’organizzazione generale. “Non si fanno entrare mai i minorenni in discoteca - spiega ancora Sangiorgi – e non si annuncia l’evento a un orario non realistico per avere più pubblico”. Ma la realtà è ben diversa, e la serata di Sfera Ebbasta n’è la conferma. In una sorta di lancio dell’hype nostrano, il pubblico viene fatto attendere per molto tempo prima che l’ospite d’onore salga su un palco, nonostante l’orario concordato dalle comunicazioni ufficiali sia un altro.


SPRAY AL PEPERONCINO SÌ O NO?

Riguardo l’oggetto protagonista, lo spray al peperoncino, c’è molta confusione. Secondo la legge, gli spray non possono entrare nei locali, ma si tratta di un oggetto in libera vendita e non illegale, di cui si dotano principalmente le donne per evitare possibili violenze. Inoltre, non vengono segnalati da nessun metal detector o altro dispositivo e possono essere facilmente nascosti. Corinaldo, però, non è un caso isolato. “Abbiamo registrato alcuni episodi di questo tipo negli ultimi tempi soprattutto in locali frequentati da giovanissimi, dai 16 anni in su” ha rivelato a BolognaToday Gabriele Lollini, addetto alla sicurezza di una società che offre tali servizi.

Un caos legislativo che non fa bene a nessuno, soprattutto a chi dedica una serata della propria vita per divertirsi con la musica.

 

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