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Un Primo Maggio tutto da leggere

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È ormai passata una settimana dal Concertone, una settimana servita a noi per scaricare la tensione e lo stress che questo evento porta con sé, e servita a giornali e social per sfogare le proprie opinioni.

Una settimana che abbiamo passato perlopiù a leggere. Leggere tutto, analizzando, metabolizzando. Una settimana di “complimenti” e di “grazie”, ma anche di critiche, alcune costruttive, altre decisamente meno.
Ma ci sta. Questo è il gioco al quale siamo disposti a giocare, a viso aperto, come abbiamo sempre fatto.

E allora, a una settimana di distanza, ecco quello che si è detto e scritto sul nostro Primo Maggio Roma 2018!

Fatemi partire da una piccola soddisfazione, uno degli obiettivi del Concertone di quest’anno era dargli un immaginario di festival moderno e, per fortuna, qualcuno l’ha notato. Davide Poliani su Rockol: “chi conosce il Coachella e frequenta i grandi festival europei sa benissimo che scandalizzarsi per il pareggio tra consolle e batterie sui palchi non è solo stupido, ma inutile. Vedere Rihanna o Beyoncé palco a palco con XX, Chvrches, The Weekned, Alt-J, Foo Fighters e Perfume Genius è ordinaria amministrazione”. Secondo Poliani “Per quest'anno la missione è riuscita, quindi complimenti. Attenzione, però, che la distribuzione dei pesi interni al cast e altri fattori che quest'anno si sono rivelati vincenti non si cristallizzino in un format. Perché alla musica attuale, i format, non sono applicabili.

Altro obiettivo importante di quest’anno era riportare sotto quel palco gli adolescenti, lo sottolinea Matteo Lenardon su The Vision: “Un concertone che ha finalmente rappresentato quello che i giovani italiani ascoltano oggi, e non il meglio che la musica italiana aveva da offrire nel 1995. E per farlo è bastato aprirsi alla scena itpop, alla trap, al rap; per scrollarsi di dosso decenni di fastidiosa banalità è bastato fare un MI AMI organizzato da gente che non ha imparato a pianificare i concerti guardando tutorial su YouTube.
Dello stesso avviso Ernesto Assante sul suo blog, tra le pagine web de La Repubblica, “Un pubblico che affolla Piazza San Giovanni perché si sente rappresentato, davvero, dalla musica italiana di oggi. Cosa chiedere di più?

Ma veniamo alle note dolenti. Due sono state le questioni che hanno suscitato le reazioni più accese; la più diffusa, twittata e condivisa è certamente quella legata all’esibizione di Sfera Ebbasta, catalizzatore di indignazione, una sorta di parafulmine stile scena finale de “Il secondo tragico Fantozzi”, ma vestito di Gucci e Rolex.
Paolo Bracalini su Il Giornale lo racconta così: “Il rapper Sfera Ebbasta, all'anagrafe Gionata Boschetti, oltre al vaffa di ordinanza ha mostrato anche il dito medio, a dimostrazione di quanto possa essere trasgressivo, prima di vantarsi sui social di essere andato sul palco «con due Rolex». In effetti un gesto in sintonia con la giornata dedicata a disoccupati e sfruttati. Idee poche ma confuse”. D’altronde, fa notare Libero, “Se inviti sul palco del Primo Maggio Sfera Ebbasta, il "re dei tamarri", non puoi aspettarti sermoni sul lavoro equo, la difesa degli esodati, i diritti dei dimenticati.
Poco è valso il tentativo di alcuni di far notare come l’ostentazione del benessere di Sfera sia il risultato di un percorso che dalla povertà lo ha portato al successo, come dice Claudio Biazzetti su Rolling Stonequei due Rolex Sfera se li è guadagnati lavorando. Che poi questo lavoro significhi stare intere giornate in studio o mettere video online su Youtube, è un altro discorso, che riguarda la follia dei tempi in cui viviamo.”

Non se la passa meglio Lodo Guenzi, conduttore in coppia con Ambra Angiolini, reo di aver portato sul palco una “Mi sono rotto il cazzo” riadattata con qualche nome di personaggi politici (con cognomi lunghissimi) di troppo. Dice Fulvio Giuliani su Linkiesta: “Il concerto a Roma è stato l’occasione per le provocazioni/parolacce comode e scontate del leader de Lo Stato Sociale. […] Un attacco, vecchio come il cucco nei temi, nella forma e nel palcoscenico scelto: il rassicurante proscenio dell’appuntamento musicale del 1° maggio, teoricamente organizzato dai sindacati, da anni scaduto a riserva indiana di una sinistra da salotto e post-eskimo, brasata come la direzione del Pd.”
Ma d’altro canto, come fa notare ancora Bracalini su Il Giornale,Il livello è questo, genere occupazione liceale con infarinatura di luoghi comuni da sinistra modaiola e kit base da centro sociale. Non che dal concerto del Primo Maggio ci si aspetti di più, ormai stanco rito utile per farsi pubblicità con qualche parolaccia spacciata per atto sovversivo, in alternativa alla più scontata provocazione sui soliti temi triti e ritriti, il razzismo, la guerra, i diritti omosessuali, l'accoglienza dei migranti, il vecchio repertorio da tirare fuori in queste occasioni.

Pensavate che almeno su uno come John De Leo si potessero evitare polemiche? Libero vi stupirà!
Più criptico invece John De Leo, ex cantante dei Quintorigo e noto per le sue qualità vocali fuori dal comune, tra jazz e rumorismo. Qualcuno pare aver sentito un rutto uscire dalla sua bocca, durante l'esibizione”.

E invece i social?
Spaccati a metà! Tra chi celebra una rivoluzione che aspettava da tempo e a chi proprio non vanno giù le scelte artistiche, il tutto con la consueta dose di colore che caratterizza il mezzo.
Vi riportiamo solo alcuni dei tantissimi commenti ricevuti sotto i post di iCompany e del Primo Maggio.

“Secondo me il peggiore di sempre.... seguo il concerto dalla prima edizione....... ci sono stati ospiti internazionali di primo livello..... Oasis, iron maiden, Robert Planet, Bon Jovi e italiani da brividi...... Vasco, Ligabue, pfm, Litfiba, negrita solo i primi che mi vengono in mente...... e quest'anno?? Ultimo, sfera, consoli.......è innegabile che il livello qualitativo è caduto in picchiata.....”

“Rispetto agli anni precedenti parlo del corso dal 1992 ad avvenire vi sono stati dei gruppi formatisi per l'evento. Da qualche anno a questa parte la musica va sempre più scadente . Sarà la crisi meno fondi oppure chi sa??”

“Io peggio di qst concerto ricordo solo il grande fratello.”

“Siete diventati un incrocio tra il Festivalbar e Mtv day.”

“vorrei capire l’attinenza fra i temi del lavoro (es. la storia dell’ingegnere uscito dal coma e ritrovatosi solo) e Sfera che pubblica il post dei due Rolex oppure una foto con mitra e banconote...E poi così,ci sbattete la tipa che suona ‘Bella Ciao’ con l’arpa! è un concerto concepito per sensibilizzare l’opinione pubblica su determinati temi (es sicurezza sul lavoro,precarietà) oppure per fare mero intrattenimento?”

Qualcuno si interroga anche sul nostro Lodo: “Lodo Guenzi, ma cosa è? La marca di un assorbente?”, qualcun altro gli avrebbe preferito un altro tipo di conduttore “ma chi cazzo sei? cosa fai? lavori? vivi di interviste su giornali di gossip? Rivoglio la Raffaella Carrà”.

C’è poi chi mette al primo posto la sicurezza, citando parte del nostro post di ringraziamento su Facebook: "da adolescenti il motore che ci spingeva a partire dal paesello per vivere l'emozione live più forte che questo paese potesse offrirti era: la Musica. Scendevi in piazza per ascoltare i tuoi idoli, ..."
Eh che bei tempi, quando ancora non c'era il coprifuoco dopo le 8 di sera perché se esci in strada sembra di stare in un sobborgo africano... Salvini Premier!

Chi invece, in risposta ai dati auditel, ci pone davanti a numeri inequivocabili e schiaccianti: “Un qualsiasi episodio di Peppa Pig fa 20 milioni di visualizzazioni.

Ma vorrei chiudere con un post che forse risponde a tutti: “Forse è il caso che qualcuno ve lo dica: siete diventati i vostri nonni. Gli stessi che si scandalizzavano perché Vasco si presentava a Sanremo ubriaco, gli stessi che chiamano i rocker "capelloni", gli stessi che dicevano che la vera musica è un'altra cosa.

Magari è così, magari la vera musica è un’altra cosa, magari sarà quella del prossimo anno, chissà, ma perlomeno, quest’anno ci siamo portati a casa anche i complimenti di Michele Monina che chiude il suo articolo sul Concertone 2018 con “un applauso a Massimo Bonelli di iCompany per l'organizzazione. Mi hai stupito, e ormai capita sempre meno spesso."

Ci rivediamo, tutti pronti, tastiere e frustrazioni alla mano, per l’edizione 2019 del più grande Concerto gratuito d’Europa!

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