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Perché Sanremo è Sanremo?

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"È vero, c'è una forte presenza di artisti provenienti dai Talent, ma quella dei Talent è una realtà della nostra musica, di chi vende in questo momento, di chi riempie i concerti e vende i dischi, l'essere uscito da un Talent non può essere un bollino negativo, è anzi una cosa positiva": con queste parole il sempre equilibrato direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, risponde ad una domanda riguardante la massiccia presenza di interpreti provenienti dai Talent Show nostrani.

Non può essere un bollino negativo per l’artista. Su questo siamo d’accordo. Aver partecipato ad uno show televisivo non incide certo sulla bravura dell’interprete o sull’efficacia del brano, anzi, dirò di più: è assolutamente un plus.
Sì perché anche Sanremo è uno show televisivo, pura e semplice tv. O pensavate fosse un festival di musica?
La musica c’è per tradizione, ci intrattiene e ci offre la possibilità anche di divertirci a commentare le peripezie canore dei concorrenti in gara. Ma Sanremo è tv, la musica può essere bella o brutta, non ha molta importanza in fin dei conti. Oppure no?

"Non è una canzone da Sanremo". Lo avranno sentito dire centinaia di artisti ed è l’esempio lampante di come l’evento abbia dei sui canoni ben precisi, avulsi, se vogliamo, da quello che è il mondo reale. Ed ecco che ci ritroviamo in un mondo parallelo sospeso tra Talent e "ricaccioni" (giusto per riferirsi ad un target più ampio possibile che va dalla ragazzina che televota i suoi idoli finti rap, alla casalinga che ritrova gli artisti di quando era giovane), che si genera e si esaurisce nella stessa bolla mediatica che noi stessi gli disegniamo addosso. Una sorta di festa in famiglia in cui si fa gara a chi canta meglio al karaoke, magari qualcuno andrà a farsi bello al bar il giorno dopo, ma resta tutto nella bolla, senza una continuità, senza una linea che colleghi realmente una edizione all'altra. Una bolla in una bolla più grande, quella della tv, che ci convinciamo ci possa inglobare, ma che subiamo passivamente.

Sanremo è il festival di quello che succede intorno alla competizione. Ci ritroviamo in ufficio la mattina a parlare un’ora di Garko che non sa leggere il gobbo, delle imitazioni della Raffaele e dell’abbronzatura di Conti e dieci minuti su quale brano ci è piaciuto (in genere non più di due, mediamente).

Ma la domanda è: tutto questo è male?
La risposta è: dipende.
Dipende da cosa vuoi dal Festival di Sanremo. Se vuoi un programma televisivo di intrattenimento a tema musicale Sanremo è il massimo, non ha rivali, ha tutto quello che puoi desiderare. Certo se dal Festival di Sanremo pretendi di ricevere la migliore proposta musicale su piazza in Italia, beh, stiamo un po’ inguaiati in effetti.

Il sistema della musica in tv è più vicino all’indagine marketing che all’arte, è come il tizio che ti chiama all'ora di cena per proporti il sondaggio sui prodotti della Vodafone, solo che invece di chiamarti lui sei tu che scegli il canale sul telecomando. È il nuovo mezzo con il quale l’industria musicale sonda il terreno per dirigere il mercato e, automaticamente, foraggia l’industria stessa con prodotti usa e getta (per lo più). Un meccanismo fine a se stesso, senza radici e senza prospettive, concentrato solo sull’immediato guadagno, per il fisiologico desiderio di "tenere in vita il paziente". L’accanimento terapeutico del mercato musicale italiano.

E non è solo un disastro, è anche un peccato. Perché un tale potere mediatico viene sprecato, dilapidato, quando potrebbe invece essere sfruttato per dare alla musica italiana il giusto riconoscimento. Una responsabilità che il servizio pubblico disattende con colpevole miopia.
Mi astengo poi dall’affrontare il discorso Nuove Proposte, mi ci vorrebbero altri cinque o seimila caratteri.

Brutte notizie per chi dedica la sua vita a promuovere la qualità e l’arte?
Anche qui dipende. Dove c’è una difficoltà si nasconde sempre un’opportunità. Ma diventa a quel punto nostra responsabilità dare valore ad altre forme per veicolare la qualità (scrivo in rima come da canone Sanremese).

Prendersela con i Talent e con Sanremo non deve diventare un alibi, bisogna rimboccarsi le maniche, e se vuoi la musica vera premi il pulsante rosso del telecomando, vestiti ed esci, vedrai che un bel concerto stasera nella tua città lo trovi.

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